"la strada giusta per i tuoi immobili"

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Tasse sull’acquisto

Hai deciso di acquistare un’immobile. Ottimo! Ma, che sia residenziale, che sia una prima casa, una seconda casa un negozio o un ufficio, devi sapere che ci sono diverse spese fisse che devi affrontare oltre all’immobile stesso, che il fisco ci impone, alcune fisse e altre una tantum, come ad esempio il Notaio, la mediazione (se ti avvali di un’agenzia) e le tasse sull’acquisto dell’immobile, e di questo parleremo in questo contenuto.

Partiamo dall’acquisto di un immobile residenziale, che sia prima casa.

Bisogna considerare che, le tasse per l’acquisto della prima casa sono disciplinate diversamente e beneficiano di alcune misure particolari: ecco quali sono, a quanto potrebbero ammontare e come si calcolano.
Prima di trattare il caso specifico dell’acquisto della prima casa, sarebbe bene chiarire a un livello più generale quali sono le tasse previste quando si compra un immobile. Volendo semplificare i possibili scenari, si potrebbe dire che le imposte variano in base a due condizioni:

Il venditore è un privato oppure un’azienda con vendita esente da Iva

  • Imposta di registro pari al 9% del prezzo o del valore catastale (rendita catastale moltiplicata per 126 che è il coefficiente di legge). Questo vale anche per l’acquisto di una seconda casa.
  • Imposta ipotecaria – 50 euro
  • Imposta catastale – 50 euro

Il venditore è un’azienda con vendita soggetta a Iva

  • Iva – al 10% (o al 22% se l’immobile rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9)
  • Imposta di registro – 200 euro
  • Imposta ipotecaria – 200 euro
  • Imposta catastale – 200 euro

Acquisto della prima casa: tasse e bonus

Quando si tratta di acquistare la prima casa, tasse e imposte si calcolano in maniera diversa, perché si applicano le agevolazioni previste dalla legge. Le imposte, insomma, non vengono completamente eliminate, ma sono ridotte per entrambi i casi sopra riportati. Non importa che si compri l’abitazione principale da un privato, da un’impresa che può vendere esente da Iva o da un’impresa con vendita soggetta a Iva: in tutti questi contesti si applicano “tasse prima casa” ben definite. Vediamo quali sono:

Compravendita da privato o da impresa con vendita esente da Iva

Quando si compra la prima casa da un privato cittadino o da una azienda con vendita esente da Iva, allora le tasse da pagare sono:

Compravendita da privato o da impresa con vendita esente da Iva

Quando si compra la prima casa da un privato cittadino o da una azienda con vendita esente da Iva, allora le tasse da pagare sono:

  • Imposta di registro proporzionale al 2% del prezzo o del valore catastale (rendita catastale moltiplicata per 115,5 che è il coefficiente di legge)
  • Imposta ipotecaria – 50 euro
  • Imposta catastale – 50 euro

Compravendita da impresa con vendita soggetta a Iva

Nel caso in cui tu stia comprando la tua abitazione da una impresa con vendite soggette a Iva, allora le impose che dovrai pagare sono:

  • Iva – al 4%
  • Imposta di registro – 200 euro
  • Imposta ipotecaria – 200 euro
  • Imposta catastale – 200 euro

Quando non vengono applicate le agevolazioni fiscali per la prima casa?

Esistono delle eccezioni alle agevolazioni fiscali sulle tasse per l’acquisto della prima casa. Le agevolazioni non vengono applicate per le abitazioni appartenenti a determinate categorie catastali, che in maniera molto generica potremmo definire ”di lusso”.

Più precisamente, se l’immobile a cui si è interessati è classificato come:

  • A/1 – abitazioni di tipo signorile
  • A/8 – abitazioni in ville
  • A/9 – castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici

Abitazione principale: quali tasse per i garage, autorimesse e depositi?

Una valutazione completa sugli impegni fiscali per l’acquisto della prima casa non può non considerare le cosiddette pertinenze, cioè quegli immobili che rientrano tra magazzini e locali di deposito, garage e autorimesse, tettoie chiuse o aperte. In questi casi quale tassazione si applica?

Anche in questo caso le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate sono chiare: nelle situazioni appena citate, e che quindi rientrano nelle categorie catastali:

  • C/2 (magazzini e locali di deposito)
  • C/6 (rimesse e autorimesse)
  • C/7 (tettoie)

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