Storicamente per gli Italiani la casa è il punto di arrivo! La casa è vista principalmente come un rifugio sicuro, un bene primario per la famiglia e un investimento per il futuro, simboleggiando sicurezza economica, stabilità e identità personale, in altri paesi del mondo non danno alla casa il valore affettivo che gli diamo noi, per noi casa è radici, è calore.
Proviamo allora a capire quale sarà l’andamento per il prossimo anno 2026 che è ormai alle porte.
Ogni anno in questo periodo ci troviamo spesso a leggere articoli o a sentire discussioni sull’andamento del mercato immobiliare, che come sappiamo è influenzato da diversi fattori, specialmente geopolitico o demografici; andiamo un momento ad analizzare più da vicino, e con il supporto di alcune fonti ciò che è in previsione possa accadere nel 2026.
- Crescita dei prezzi e delle compravendite:
Si prevede un aumento significativo dei volumi di compravendita e un aumento moderato dei prezzi delle case.
Il mercato immobiliare italiano si prepara a un 2026 in forte ripresa, quasi un boom. Dopo un 2025 che si dovrebbe chiudere con un fatturato superiore a +6,8% sul 2024, le stime per il prossimo anno indicano un nuovo balzo in avanti con un incremento dell’8,4%. Sul fronte delle compravendite, il 2025 si chiuderà con circa un venduto di +6,9% annuo, a conferma della solidità della domanda residenziale.
Oltre all’aumento delle compravendite, si regista anche il constante e MODERATO aumento dei prezzi. Nel 2025 l’aumento medio è stato del 3,1 per cento, con una previsione di ulteriore accelerazione nel 2026,. Questi sono alcuni dei dati che emergono dallo European Outlook 2026 che Scenari Immobiliari ha presentato nel corso del 33°Forum di previsioni a Rapallo.
Sul fronte dei prezzi, le previsioni indicano un andamento differenziato tra le principali piazze urbane. Milano conferma la sua leadership, con un aumento medio dei prezzi residenziali attorno al +4,5% nel 2025, destinato a proseguire nel 2026 sopra a+7,3%. La spinta arriva soprattutto dalle zone centrali e semicentrali, dove la domanda rimane molto più alta dell’offerta.
Roma mostra una crescita più contenuta ma costante, con un incremento medio del +2,5% nel 2025 e una previsione a +6,8% nel 2026, sostenuta dalla ripresa dei quartieri centrali e dall’interesse per immobili di pregio.
Ma cosa fa sì che questi numeri siano gradualmente in rialzo? Esistono diversi fattori trainanti come per tutte le cose, che lo rendono possibile e sono:
- La stabilità dei tassi d’interesse
- La fiducia nel settore immobiliare, legata ad una percezione economica più stabile
- L’efficienza energetica, spinge i prezzi al rialzo, le classi Ae B diventano un fattore determinante nella valutazione degli immobili anche in ragione dei tassi agevolati che alcune banche concedono come mutuo Green
Dove questi rialzi sono più incisivi?
Città come Milano e Bologna si confermano tra le più costose d’Italia e mostrano una crescita sostenuta, dovuta da un mercato del lavoro dinamico e da forti investimenti.
Il Centro Italia, con città come Roma, mantiene una crescita più stabile ma meno intensa rispetto ad alcune aree del Nord. La domanda qui è spesso legata a poli universitari e turistici, che contribuiscono a sostenere i valori di mercato.
- L’incremento dei volumi delle transazioni immobiliari, attestato dai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, è un indicatore diretto del rafforzamento dei prezzi case 2025. Nel primo trimestre 2025, si è registrato un aumento dell’11,2% nelle compravendite residenziali a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2024. Sono state compravendute oltre 172.000 abitazioni, un segnale di forte ripresa del mercato. Questo aumento della domanda, unito a un’offerta che si sta riequilibrando, contribuisce a sostenere e, in alcuni casi, a spingere al rialzo i prezzi.
- Parallelamente, il mercato dei mutui, dopo un 2024 difficile, ha ripreso vigore. Le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni hanno mostrato un incremento significativo. Nel primo trimestre 2025, il capitale complessivo erogato per i mutui ha avuto, un aumento notevole rispetto all’anno precedente. In sostanza, unaccesso più facile e meno oneroso al credito è fondamentale per la tenuta e la crescita dei prezzi delle case 2025, poiché permette a un maggior numero di acquirenti di entrare nel mercato.
Tuttavia, nonostante tutti i fattori sopra citati, il mercato resterà sensibile a fattori esterni come l’andamento dell’inflazione, le politiche monetarie della BCE e gli sviluppi geopolitici globali, che potrebbero influenzare il costo del denaro e la fiducia dei consumatori.
Un ruolo importante e determinate lo riveste anche la disponibilità di immobili moderni e ad alta efficienza energetica, atto a soddisfare la domanda più esigente e influenzare i prezzi nelle aree più richieste.
Questo non significa che chi ha degli immobili da ristrutturare debba poi ristrutturare prima della vendita, o almeno non nella sua totalità, perchè significherebbe aumentare a dismisura un prezzo di vendita a fronte dei lavori svolti andando solo a falsare le stime attualmente in corso.
La domanda per immobili efficienti, porta sempre più acquirenti ad avvicinarsi al nuovo, ma che come dicevamo è carente, dimostrazione del fatto che nel primo trimestre 2025, la quota di abitazioni di nuova costruzione compravendute è scesa sotto il 6% sul totale, mentre gli scambi di abitazioni esistenti sono aumentati dell’11,9% indicando un dinamismo nel mercato dell’usato che potrebbe beneficiare di interventi di riqualificazione, interventi che sono, se non sempre, ma spesso difficili da attuare. Bisogna sempre pensare che non è solo l’abitazione in sé che fa il prezzo di un immobile, ma anche e soprattutto il contesto in cui questa si trova.
Di fatto, le criticità come la scarsità di nuove costruzioni, l’impatto delle normative e la contrazione demografica, pur non fermando la domanda, la possono rendere più lenta.
Ma le periferie che ruolo rivestono in tutto questo?
L’aumento dei prezzi non è uniforme: come dicevamo, città come Milano e Roma sono in testa del mercato immobiliare con rialzi che nel 2026 potranno superare il 6-7% rispetto all’andamento del 2024, ma con una domanda sempre più orientata alle aree periferiche e suburbane, dove i costi restano più accessibili. L’aumento perciò, prende tutta l’area urbana e su-urbana, ma proporzionalmente appunto al fatto di essere centrali, semi centrali o in periferia
Per concludere, il settore immobiliare dovrà affrontare delle sfide che ne condizioneranno la direzione come ad esempio la rigenerazione urbana e l’adeguamento del patrimonio edilizio. Non dimentichiamo che il sommo poeta, Dante Alighieri e Petrarca fondatore della letteratura Italiana, ci definirono il Belpaese, e con questo termine non si indicava solo il suo clima mite, i suoi paesaggi naturali ma anche alla sua cultura e alla sua storia, e di conseguenza storico anche nelle abitazioni, dove oltre il 65% delle abitazioni italiane, sono state costruite prima dell’introduzione di norme moderne su sicurezza ed efficienza energetica. Pensiamo solo che un quarto del patrimonio risale addirittura a prima del 1945. Questo quindi rende la riqualificazione più urgente della nuova edificazione. Non sorprende che la spesa per ristrutturazioni abbia già superato quella per nuove costruzioni, trasformando la manutenzione straordinaria e l’efficientamento energetico nei veri motori del settore.
”Casa è dove amiamo, casa è ciò che i nostri piedi possono lasciare, ma non i nostri cuori”.
Oliver Wendell Holmes
Valentina Grimaldi
E fonti web